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CUSTONACI  - Tradizioni

Il PRESEPE VIVENTE di CUSTONACI

A Custonaci una comunità si fa memoria non tanto per celebrare il proprio passato quanto per fondarsi e rifondarsi in un oggi di cui appaiono incerti i tempi del domani.


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Festa di San Giuseppe Artigiano

I festeggiamenti in onore a San Giuseppe si celebrano gli ultimi giorni di aprile e si concludono il primo di maggio.
La devozione di San Giuseppe nasce nella frazione di Sperone nel 1800 grazie alla famiglia Basiricò Giovanni, che scampata al terremoto e un ad un fulmine, iniziò la tradizione "dell'invito a San Giuseppe", elemento intrinseco di tradizione popolare.
L’invito consiste nel preparare un altare votivo al santo con il tipico pane di San Giuseppe e inbandendo  una tavola dove tre persone che simboleggiano la Sacra Famiglia (di solito gente più bisognosa) siedono e degustano tutti i piatti preparati dalla comunità.
Bambini vestiti da angioletti assaggiano i piatti serviti alla Sacra Famiglia con un allegro e festoso sottofondo musicale ad opera della Banda di Custonaci.
I festeggiamenti sono arricchiti da eventi musicali, giochi tradizionali e dalla ricorrenza in memoria dei caduti del marmo in piazza Europa.
Dopo la celebrazione della solenne messa celebrata all’aperto, il primo di maggio è caratterizzato dalla processione per le vie delle contrade di Assieni e Sperone giungendo fino al Santuario di Maria SS. per poi ritornare alla chiesa dedicata al Santo.
I giochi d’artificio concludono i festeggiamenti.


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Festa di Maria SS. di Custonaci

Anticipati dalla novena e con un pellegrinaggio mattutino del sabato che parte da Sperone e arriva al santuario  di Maria SS. di Custonaci, i festeggiamenti hanno una durata di quattro giorni e si concludono nell’ultimo mercoledì di Agosto.
Il primo giorno è caratterizzato dai gruppi folk provenienti da diversi paesi del mondo e che partecipano al Festival internazionale del folklore, organizzato dal gruppo folk locale “Cala Bukuto”; ma il momento più emozionante e suggestivo è sicuramente il lunedì, il giorno in cui si svolge la rievocazione storica dello sbarco della Madonna nella cala del Bukuto.
Un veliero accompagnato da diverse barche consegna ai marinai del luogo il quadro della Madonna, fa da cornice all’evento uno scenario strepitoso e la magia del tramonto.
Lo sbarco è arricchito dai canti siciliani del gruppo folk locale e da suggestivi fuochi pirotecnici.
L’immagine della Madonna viene portata in processione su spalla dal ceto dei muratori, dal luogo dello sbarco fino al santuario. Una tappa importante è la benedizione al pozzo della Madonna, a pochi metri dal santuario, dove la leggenda vuole che i buoi si fermarono per la stanchezza e lì zampillò dell'acqua. La fiaccolata richiama una moltitudine di fedeli devoti alla sacra immagine.
Il martedì è il giorno dedicato ai vespri e ai carri storico-allegorici (o quasi sempre) sulla vita della Madonna.
I festeggiamenti in onore della Vergine di Custonaci si concludono trionfalmente con la solennità del mercoledì, incentrata sulla processione per le vie del paese e con i colorati giochi pirotecnici che segnano la chiusura dei festeggiamenti e della stagione estiva.

 


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Festa dell' Immacolata e di Santa Lucia

Anticipata dalla novena a lei dedicata, la festa dell’Immacolata è caratterizzata da un forte attaccamento dei custonacesi alla santa vergine. Nella messa solenne i bambini portano in dono alla Vergine un fiore, simbolo di purezza e nel pomeriggio la statua dell’Immacolata viene portata in processione dalla chiesa di San Giuseppe al santuario di Maria SS. o viceversa.
Eventi musicali ed enogastronomici allietano piazza Europa con la “Spincia Days” e la manifestazione dell’ “Albero di Natale” offre  importanti spunti di riflessione e di intrattenimento sull’avvento del Natale.   

 



In processione sulle spalle delle donne.
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Festa della Madonna del Suffragio

In una data non precisa ma sicuramente nel periodo estivo,  si svolgono i festeggiamenti dedicati alla Madonna del Suffragio.
La contrada di Purgatorio dedica circa tre giorni di festa in onore alla Madonna con eventi musicali e degustazioni tipiche.

Di grande interesse religioso è il tradizionale invito a San Giuseppe che ogni anno si svolge nei locali della parrocchia di Purgatorio.


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Tradizioni religiose

VAMPATA DI SAN GIUSEPPE
E’ un’antica tradizione il rito della “Vampata” in onore di San Giuseppe. Il giorno antecedente la festività di San Giuseppe che decorre abitualmente il 19 marzo (anche festa del papà) in diverse zone di Custonaci i residenti in gruppo preparano un grande falò in onore del santo. In tempi più antichi all’incitazione “Viva u patriarca di San Giuseppe”, i presenti in coro davanti al fuoco acceso rispondevano “viva”. Si trattava di una maniera popolare e folkloristica  di invocare l’ intercessione del santo affinchè, in periodi particolarmente difficili, colpiti per esempio dalla siccità, venisse loro in aiuto con la pioggia. Tuttora, un grande falò viene preparato nella frazione di Sperone, parte del paese dove il santo ha una forte tradizione religiosa e una chiesa a lui dedicata.

CROCEFISSO DI COFANO
Ogni ultimo venerdì di marzo si svolge il consueto pellegrinaggio al Crocefisso di Cofano.
Tantissimi custonacesi partendosi dal santuario di Maria SS. di Custonaci e seguendo un itinerario ben definito segnalato da una croce,  giungono alla cappella votiva del crocefisso.
Richiamati da un forte senso religioso, anche gli abitanti della frazione di Castelluzzo raggiungono la cappella dall’altro versante della riserva e insieme ai custonacesi assistono alla celebrazione della santa messa.
Al termine, molti fanno visita alla vicina edicola votiva di San Nicola e fermandosi per  riposare e ristorarsi un pò, si rimane affascinati e rapiti dalla bellezza del paesaggio.
 


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Antiche tradizioni

Molti riti e molte usanze che hanno caratterizzato per tanto tempo la tradizione popolare custonacese stanno pian piano cambiando formula o addirittura scomparendo. 

·        La mattina dell’Ascensione si soleva, per devozione lavarsi la faccia con l’acqua di mare, in modo da purificarsi e farsi benedire dal Signore.
Il giorno di Ferragosto era praticamente proibito fare il bagno al mare, perchè infestato da spiriti maligni.
·        La notte del 31 ottobre i genitori, solevano allestire per i propri bambini un cesto pieno di frutta martorana, “pupi” di zucchero, cioccolato, caramelle e piccoli doni. Il giorno dopo (1 novembre) al loro risveglio, i bambini erano convinti di trovarsi davanti i doni portati dai “morti” ovvero gli avi della famiglia ormai estinti che in quella particolare giornata avevano un pensiero per i familiari vivi della terra. Questa usanza persiste ancora in molte famiglie, ma i bambini d’oggi, ormai molto più svegli e vivaci non sempre abboccano alla storiella.
·        L’ 11 novembre, San Martino, era consuetudine mangiare le “mufulette” tipico pane dolce arricchito da semi di anice e da uva passa, condito con ricotta o con vino cotto.
Questa tradizione non si è persa del tutto, anche perchè tutti i panifici, in quel periodo usano preparare questo tipo di pane.
·        Per la festività dell’Immacolata, si preparavano e si gustavano dei dolci poveri come la spincia e le cassatelle fritte. E' ancora così, anche se la preparazione di questi dolci non è solo circoscritta a questo giorno, ma ormai ogni momento dell’anno è buono per preparare e consumare questi dolci.
·        Per la festività di Santa Lucia era usanza, e lo è ancora per molti non mangiare il pane, sostituito dalla cuccia (pietanza a base di grano cotto variamente condito), e/o dal riso, e/o da arancine di riso.
·        Dal 13 dicembre fino alla notte di Natale, era usanza chiamare i giorni che si succedevano “carennuli”. I contadini prevedevano il tempo associando ad ogni giornata un mese (ad esempio 13 era gennaio, 14 era febbraio e così via).
·        Per la festività del Natale, era abitudine preparare il pane di Natale e i “miliddi” (sorta di biscotti di pane).Ormai è possibile comprare, nel periodo natalizio, questo tipo di pane, in tutti i panifici.
·      Il giovedì antecedente al Carnevale, cosidetto Giovedì Grasso, era consuetidine uccidere un maiale e quindi cucinarne la carne a stufato riunendosi nei bagli per festeggiare. La domenica successiva si apriva ufficialmente il Carnevale con la sfilata in maschera per le vie cittadine, lungo le quali si potevano trovare dei pupi di paglia allestiti proprio davanti alle abitazioni. Il martedì, era invece “messa in scena” la morte di Carnevale, e si organizzava una sfilata cittadina, una sorta di corteo funebre; alla fine del quale veniva acceso un grande falò e venivano bruciati tutti i pupazzi. Questo era il momento conclusivo del carnevale; fino a qualche anno fa era ancora possibile assistere alla realizzazione di questi eventi, ma negli ultimi anni è più facile trovarsi davanti i caratteristici e moderni carri, con le buffe caricature dei politici di turno e un corteo di maschere di ogni genere. 

·      Durante la Quaresima, è ancora tradizione collocare frumento o legumi al buio e in una vaschetta a bagno per addobbare una volta fioriti il santo sepolcro del giovedì Santo. Di solito ogni venerdì di Quaresima non si mangia la carne, mentre molti usano fare un “fioretto”, cioè rinunciare durante tutto il periodo quaresimale a qualcosa di indispensabile.

·        E’ ormai una pratica estinta quella di consumare, la mattina di Pasqua per colazione delle uova fritte e di solito la carne di agnello in brodo o a stufato caratterizzava il pranzo pasquale.

·        Tra i rimedi e le superstizioni, la classica “pigghiata d’occhiu” era il rito più usato per alleviare il mal di testa causato dal malocchio. Il rito consisteva nel posizionare sulla testa del soggetto colpito un piatto con un pò d’acqua e sale.Il rituale aveva inizio con il segno della croce: per tre volte si gettavano delle gocce d’olio dentro il piatto dicendo sottovoce una “razione” (un’invocazione). Se le gocce scomparivano dal piatto voleva dire che la persona era stata vittima del malocchio altrimenti il mal di testa era da attribuire ad altre cause.

·        Per il mal di testa dovuto all’insolazione, si usava bruciare un pezzo di carta entro una tazza, la stessa veniva poi capovolta su di un piatto con dell’acqua e posto sulla testa dell’individuo affetto da mal di testa.Se l’acqua veniva assorbita si tratta del classico “suli in’testa” in pratica colpo di sole.  

 


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Antichi rimedi sanitari

Rimedi per gli occhi
Per il gonfiore degli occhi, molti custonacesi usavano ricorrere ad impacchi di camomilla e per levare le “pagliuzze” dagli occhi, utilizzavano l’occhio di Santa Lucia, cioè una piccola conchiglia a forma di trottola preziosa in quanto anche utilizzata in gioielleria.

Rimedi per mal di denti
Per il mal di denti, molti usavano masticare le foglie della malva, o del tabacco per alleviare il dolore. Altri invece utilizzano del liquore forte.

Rimedi per il mal di gola
Per alleviare il mal di gola, si usava bollire dell’alga di mare e con l’acqua bollita si facevano dei gargarismi. Inoltre, si fasciava la gola per riscaldare la parte dolorante, con l’alga sbollentata oppure con la crusca scaldata.
Per togliere le infezioni nella cavità orale, si preparava un infuso a base di foglioline di rovo (runza).

Rimedi per la puzza dei piedi
Per la bromidrosi plantare (puzza dei piedi), si usava introdurre delle foglioline di sommacco siciliano (Rhus coriaria) che diminuiscono l’attività delle ghiandole sudoripare.

Rimedi contro il colesterolo
Per abbassare il tasso di colesterolo, si faceva bollire delle foglie di carciofo e si beveva l’infuso.

Rimedi contro i brufoli
Contro i brufoli o acne, si preparavano impacchi con foglioline di Linosa, o con il pane cotto o con l’erba bianca che diminuisce la quantità di acne. Altri invece utilizzavano lo zolfo.

Rimedi per il drenaggio
Per il drenaggio, si usava fare un infuso a base di fiori di fico d’india e foglie di arancio oppure un infuso di coda di cavallo (equisetum arvense) che ha caratteristiche diuretiche e depurativa.

Rimedi per il mal di stomaco

Per evidenti dolori allo stomaco, si preparava un infuso a base di foglioline di spaccaroccia, erba di montagna che allevia il dolore.
Un altro infuso era fatto da foglie di limone e citronella.

Rimedi per il gonfiore alle gambe
Si preparava contro il gonfiore e i dolori alle gambe un preparato con foglie di arancio, foglie di limone, foglie di citronella, foglie di rosmarino.
Un altro metodo per i dolori reumatici era quello di strofinare la parte indolenzita con un unguento di semi di alloro sott’olio.

Rimedi per l’epistassi
Per bloccare il sangue che fuoriusciva dal naso, si soleva far odorare il muro o bloccare fermamente delle monete ai polsi di chi ne soffriva.

Rimedi per rimuovere il cerume dalle orecchie
Un metodo utilizzato per rimuovere il cerume, era quello di preparare un piccolo cono di cera.
Questo cono si costruiva tagliando della stoffa in piccoli rettangoli, modellati a mò di cono si immergevano nella cera calda. Una volta raffredato, si poneva il cono nella parte interessata bruciandolo per aspirarne il tappo di cerume.

Rimedi per i gonfiori da urto
Per i gonfiori da urto, si spalmava nella parte dolorante un unguento di midollo di maiale essiccato.

Rimedi per vermi intestinali
Per gli ossiuri o vermi intestinali che di solito colpiscono i bambini, si realizzava una fascia con della ruta e/o con limone a fette e aglio schiacciato e si poneva sulla bocca dello stomaco.


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24/09/2016 

PRESEPE VIVENTE 2016

Presepe vivente 2016/2017

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